CHE CAMPIONATO CI SPETTA?

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La maggiore novità della stagione che sta per cominciare è raffigurata dal cambio della sigla identificativa del campionato e relativo nuovo logo: Italian Hockey League. Esigenza nata per meglio programmare il futuro dell’hockey nazionale: attendiamo il programma.
Per quel che riguarda la sigla è giusto segnalare che in passato l’acronimo IHL contraddistingueva fino al 2001 una lega nordamericana e che nel presente denomina un campionato che disputano alcune formazioni della ex Jugoslavia, per l’esatezza slovene, croate e serbe; la I sta per International ed era così anche in Nordamerica. Forse è per questo motivo che la nostra I è stilizzata e da’ l’impressione di essere in carattere minuscolo.
Abbiamo otto squadre FISG, l’elite, che per il secondo anno giocheranno un campionato “straniero” (AlpsHL). A partire dal 26 dicembre le otto “emigrate”, divise in due gironi da quattro, si incontreranno in partite di andata e ritorno e le due meglio classificate di ciascun raggruppamento avranno il privilegio di giocarsi lo scudetto sullo stile final four. La formula si avvicina a quella del campionato 1954/55, solo che allora le quattro finaliste si incontrarono tra loro in un girone finale disputato a Bolzano. Rispetto allo scorso anno è già un passo avanti, infatti nella stagione 2016/17 il titolo italiano venne assegnato in quarantotto ore, proprio come accadeva negli anni Trenta, ma allora l’unica pista artificiale era a Milano e le altre squadre si arrangiavano inventandosi nei mesi invernali fortunose patinoire su laghi, stagni, campi da tennis e piste per il pattinaggio a rotelle.
Chi lo scorso anno ha seguito i forum via web si sarà reso conto degli ilari commenti di alcuni addetti ai lavori stranieri e non solo: mortificante. Probabilmente in qualsiasi altro paese sarebbe subito intervenuto il comitato olimpico competente, ma il nostro hockey è troppo lontano da Roma e forse, non a torto, è sempre stato considerato uno sport interregionale, una faccenda tra cittadini e valligiani del settentrione, che nel corso degli anni non sono stati in grado di farlo diventare uno sport nazionale: che si arrangino e che se la sbrighino da soli.
La IHL è la serie B che, stilando lo scorso anno un documento programmatico, sta tentando di riorganizzare le disordinate fila del nostro sport. Per la stagione 2019/20 (tra due stagioni) è prevista la presenza di due giocatori stranieri per squadra a patto che non siano portieri e il salto di qualità dovrebbe portare solo benefici. Con questo andazzo è obbligatorio chiedersi quale futuro possa avere un campionato che sembra perennemente condannato a rimanere di seconda categoria e che non darà a nessuna squadra la possibilità di mettere sportivamente a frutto la vittoria. Siamo spettatori di un campionato a tutti gli effetti sospeso d’autorità, un campionato il cui titolo è revocato senza termine di scadenza ed è lecito chiedersi, così restando le cose, chi mai in futuro potrà impegnarsi economicamnete in un contesto del genere, reso ulteriormente oneroso da una regola sullo svincolo dei giocatori che pare copiata dal comitato sportivo di un paese dell’ex Patto di Varsavia. Tornando all’AlpsHL è come se le otto squadre espatriate si siano messe in salvo creando una specie di lega chiusa o a inviti e di tutte le altre non importasse niente a nessuno. Chi vuole giocare un torneo di qualità superiore all’estero è giusto possa farlo, ma senza condizionare e penalizzare chi non può permetterselo o chi non ne condivide la scelta.
La serie A, quella che assegna lo scudetto, deve essere il campionato delle formazioni che sono rimaste in Italia e la logica soluzione porta a un massimo campionato 2019/20 con due stranieri per club, dando a chi tra le otto dell’AlpsHL deciderà di rientrare la possibilità di farlo e conseguente numero di squadre partecipanti da stabilire.
Non basta cambiare nome ai campionati, per evitare al nostro hockey una fine penosa servono programmi chiari, ben definiti, condivisi e che diano a tutti i club la speranza di fare parte del futuro di questo sport. Quello che abbiamo visto negli ultimi anni è una via di mezzo tra la lotta per salire sulla scialuppa di salvataggio e la corsa per accapparrarsi i biglietti di uno spettacolo giunto all’ultima replica. Fiduciosi, attendiamo sviluppi positivi, per tutti.
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1ª giornata iHL (serie B)
Milano – Chiavenna ore 20.30
Caldaro – Eppan
Fiemme – Pergine
Ora – Merano
Varese – Como
Feltre – Alleghe posticipata al 31 ottobre.

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BREVE RECAP DEL CAMPIONATO DI SERIE B 2016/17
B CL RS 2016-17089 - Copia 25
B PRIM 1 2016-17 25B PRIM 2 2016-17 25B PRIM 3 2016-17 25B PRIM 4 2016-17 25
B P O 2016-17 25B MI STATS 2016-17 25

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