Archivio per la categoria Storia

Storie olimpiche milanesi

La nazionale USA in vista delle Olimpiadi 1960

“Miracle on ice”: gli appassionati di hockey identificano il “miracolo sul ghiaccio” nella vittoria  della nazionale USA contro l’Unione Sovietica nella penultima partita del girone di finale delle Olimpiadi  del 1980. Sono passati trentasette anni da quella storica giornata che vide tra i protagonisti della nazionale a stelle e strisce un paio di giocatori, Mark Johnson e Mark Pavelich, che negli anni a seguire avrebbero militato nel campionato italiano. Quello di cui i tifosi milanesi avranno ricordi più nitidi è Mark Johnson, uno che in quella partita mise a segno due reti e che nel 1990-91, al termine di una decennale carriera professionistica, riportò il tricolore in città dopo trentuno anni.

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Una data da ricordare: 28 dicembre…

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Il 28 dicembre, per i milanesi appassionati degli sport del ghiaccio, è una data da ricordare e forse la si dovrebbe celebrare! In quel giorno del 1923, grazie all’intraprendente commendator Marco Innocente Mangili presidente della Soc. Gondrand-Mangili attiva nella produzione del ghiaccio artificiale, veniva infatti inaugurato nel rione di Porta Vittoria un modernissimo Palazzo del Ghiaccio. L’impianto sportivo in stile Liberty sorgeva a fianco del deposito della Frigoriferi Milanesi in quella che allora era la via Ferrer, via Piranesi “arriverà” solo a metà anni Trenta. Leggi >>

Buon compleanno Mario Bedogni, hockeysta dei record!

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Tanti auguri di buon compleanno a Mario Bedogni, all’anagrafe Romeo Bedogni. Nel 1923 gli impiegati comunali dell’ufficio di Musocco, non ancora entrato a far parte della città di Milano, impedirono ai suoi genitori di registrare anche il secondo nome, per l’appunto Mario, che alla fine divenne per quegli originali casi del destino il primo, quello con cui noi tutti lo abbiamo conosciuto.
Fin da subito amante dello sport praticato, si misurò nel pattinaggio a rotelle gareggiando per la società sportiva Stadium, distinguendosi nelle gare di mezzofondo e non disdegnando l’hockey su pista. Si avvicinò agli sport del ghiaccio nei primi anni Quaranta, quando a molti giovani “rotellisti” milanesi venne chiesto di provare a pattinare sul ghiaccio del Piranesi. Leggi >>

Quando il caschetto alato sorprese l’Europa…

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Ci sono eventi sportivi che rimangono scolpiti nella memoria degli appassionati. Per i tifosi del Milano l’8 novembre 1991 è uno di quei momenti che oltre a segnare l’inesorabile avanzare del tempo, è passato ormai un quarto di secolo, racconta una delle più belle pagine dell’hockey cittadino.

Poche settimane prima il Milano ha organizzato e brillantemente superato il proprio girone dei quarti di finale della Coppa Campioni. L’approdo in semifinale è di per se un traguardo storico, nessuna squadra italiana in precedenza aveva vinto un girone di qualificazione, ma in casa rossoblu si spera di riuscire a fare ancora meglio. Leggi >>

Da non perdere!!!

libro

In occasione della chiusura dei Vipers e della nascita del Milano Rossoblu ho avuto modo di scambiare le prime mail con Tiziano Colnaghi, grande appassionato di hockey milanese fin dai tempi dei Diavoli. Quando mi raccontò, per dare visibilità alle sue prime ricerche, di avere in mente di scrivere un libro sulle origini dell’hockey milanese non avrei mai potuto immaginare dove sarebbe arrivato con l’impegno profuso per portare a termine il suo progetto. Ora come un bambino che ha appena ricevuto il suo giocattolo più desiderato ho tra le mani il suo libro, “Cronistoria dell’hockey su ghiaccio milanese [1924/1945]” oltre trecentotrenta pagine ricche di storie, aneddoti, fotografie per la maggior parte inedite. Il libro, auto-pubblicato, è in vendita. Per informazioni potete contattare direttamente l’autore tramite facebook o mail.

Saltando nel tempo

Cupolo - Covo - Gellert: gli angeli dalla faccia pulita

E’ l’estate del 1978 quando il presidente dei Diavoli Mino Pastorelli, cercando di rendere competitiva la formazione, compone una prima linea offensiva di grande livello mettendo sotto contratto il trio Covo, Cupolo, Gellert. La loro linea si distingue subito per prolificità e spettacolarità: quando sul ghiaccio del Piranesi ci sono loro per gli avversari sono dolori, tanto che i tre ottengono un’inaspettata visibilità sui magazine settimanali della Gazzetta dello Sport con articoli dedicati alla linea degli “angeli dalla faccia pulita”. Pastorelli gongola, rinnova loro il contratto, ma in seguito all’ennesimo cambio di rotta della federazione in materia di transfer card, decide di interrompere la propria avventura nel mondo dell’hockey. Una sola stagione sportiva, curiosamente, ci da modo di parlare di oltre ottanta anni di storia hockeystica milanese, legando fra loro le gesta sportive e non dei padri e dei figli di questi giocatori. Leggi >>

Storia: il Palazzo del Ghiaccio

Il Palaghiaccio nel 1924

Al momento della sua inaugurazione il Palazzo del Ghiaccio non è solo il primo impianto coperto italiano ma è anche e soprattutto uno dei principali vanti dell’ingegneria italiana nel post prima guerra mondiale. Per la sua progettazione Marco Innocente Mangili studia le strutture preesistenti nelle principali capitali europee mettendo a frutto queste conoscenze, con gli ingegneri Sandro Carnelli, Carlo Banfi ed Ettore Redaelli, nella realizzazione di una struttura innovativa e moderna, elegante e armonica, un impianto costruito in soli otto mesi per dare vita a quello che il 28 dicembre 1923 è la più grande pista di pattinaggio su ghiaccio coperta d’Europa. Leggi >>