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Una
stagione di transizione, così si preannuncia
il campionato 2009-2010 per il sodalizio
presieduto da Ico Migliore. Dopo essere
riuscita quasi miracolosamente ad iscrivere
la squadra alla scorsa serie A2 nonostante i
tempi strettissimi, la società di Via dei
Ciclamini ha dovuto fare i conti anche
questa estate con un budget piuttosto
limitato. La novità principale è sicuramente
rappresentata dal cambio di allenatore: dopo
9 stagioni ricche di successi Adolf Insam è
passato a compiti dirigenziali lasciando il
pancone rossoblu nelle mani di Murajca
“Pajo” Paijc, già da anni nello staff
milanese in qualità di allenatore delle
giovanili nonché vice del tecnico gardenese.
Il coach sloveno è parso da subito molto
motivato ed ha dichiarato che utilizzerà un
sistema di gioco diverso da quello visto
negli ultimi anni, più aggressivo.
A difesa della gabbia ci sarà nuovamente
l’esperto Paolo Della Bella, nettamente il
miglior portiere dello scorso campionato, il
quale se lo sorreggerà la condizione fisica
sarà ancora un valore aggiunto per la
squadra. Davanti a lui la difesa sarà
imperniata su Mitja Sotlar (unico confermato
degli stranieri), giocatore in grado di
garantire minutaggi elevati abbinati a
grande concretezza, e su Federico Betti,
arrivato a stagione passata in corso, che
potrà garantire solidità e “cattiveria” al
reparto. A fronte delle conferme dei ragazzi
provenienti dal vivaio, e cioè Alessandro
Re, Marco Raymo ed Alberto Lunini (dai quali
ci si attendono progressi a livello tecnico
e di personalità), la novità è rappresentata
dal lettone Sergejs Louskins, giocatore che
nelle idee dello staff dovrebbe mettere a
disposizione del Milano quella fisicità di
cui molte volte si è sentita la mancanza lo
scorso campionato. Il reparto, orfano di Jan
Mair passato al Merano, potrà poi essere
completato da altri ragazzi delle giovanili
come Nicolò Latin e Nicolò Lo Russo, i quali
potranno essere aggregati alla prima squadra
in caso di necessità. Maggiori cambiamenti
nel reparto offensivo. Il centro della prima
linea dovrebbe essere ancora il capitano
Edoardo Caletti, reduce da un’estate
trascorsa ad allenarsi in Canada e chiamato
a confermare l’ottima fase finale della
scorsa stagione. Sul fronte stranieri due le
novità: il lettone Vladislav Vodolazskis,
acquistato insieme al connazionale Louskins,
giocatore “misterioso” a causa della
scarsità di notizie rintracciabili sul suo
conto, e soprattutto Ben Kilgour. Le
aspettative nei confronti di quest’ala
canadese sono molte, dovute alla sua
discreta carriera a livello giovanile; la
società ed i tifosi si attendono da lui
punti e leadership, cose che di cui in
alcune occasioni si è sentita parecchio la
mancanza nel campionato passato. In coda al
mercato è poi arrivato il colpo tanto
sognato dai tifosi meneghini, Frank De
Frenza, oriundo di lungo corso nel
campionato italiano, giocatore dal gran
fisico e dalle buone doti realizzative.
Persi per fine prestito Palla e Mitterer, la
società è corsa ai ripari richiamando da
Varese il centro Corrado Michael Mazzacane e
strappando a diverse concorrenti la giovane
promessa altoatesina Peter Wunderer (classe
1990), giocatore rapido e di buona tecnica
di cui si dice un gran bene. Confermati il
milanese doc Tommaso Migliore ed il
brissinese Gunnar Braito, autore di un buon
campionato ed entrato nel cuore dei tifosi
per la gran generosità, in attacco ci sarà
probabilmente spazio anche per i giovani
Benedetto Pirro e Marco Giudici. Non ci sarà
invece il baby-prodigio Mirko Migliavacca,
notato durante un camp estivo in Repubblica
Ceca e che farà parte delle giovanili del
Usti Nad Labem, società la cui prima squadra
milita nella seconda divisione del
campionato ceco.
In definitiva a livello di qualità un roster
che pare non molto diverso da quello della
stagione scorsa, con forse una maggiore
solidità difensiva ma con un attacco poco
profondo. Questo potrà essere un
inconveniente non trascurabile anche
considerando il sistema di gioco prediletto
da Pajo, basato su ritmo alto e
atteggiamento offensivo. Le speranze della
società e del popolo rossoblu di poter
disputare un campionato all’altezza del
blasone dell’hockey milanese sono legate ai
miglioramenti dei giovani locali ed al
livello degli stranieri. A spanne comunque,
anche considerando un livello medio del
campionato che pare essersi alzato, non
sembra azzardato prevedere una stagione
sulla falsariga di quella scorsa, con molta
sofferenza e qualche soddisfazione peraltro
sempre accolta con tripudio dagli innamorati
sostenitori dell’Agorà. |