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L’ottava
fermata del campionato del Milano si chiamerà
Asiago, per quella che solo 3/4 anni fa poteva
essere tranquillamente considerata la sfida
con i più alti contenuti tecnici del torneo.
I giallo-rossi, dando concretezza ad un piano
di ringiovanimento della rosa, con
l’obbiettivo di costruire a medio termine
una squadra in grado di raggiungere traguardi
nuovamente prestigiosi, hanno deciso di
puntare sui giovani talenti dell’altopiano
(troppo spesso dimenticati negli almanacchi
delle giovanili nel momento di maggior
importanza per la crescita fisica e tecnica
del giocatore, maturazione necessaria per
vestire la maglia della prima squadra),
coadiuvati da stranieri di esperienza e da
giovani prospetti oriundi.
A guidare le operazioni il carisma di Jimmy
Camazzola, giocatore di grande impatto
nell’hockey italiano anni 90, chiamato a
dare continuità ad un progetto che già
l’anno passato, nella seppur breve
conduzione tecnica di Tucker, ha dato segnali
senz’altro positivi.
In porta, proveniente da Western Michigan
University, Daniel Bellissimo: dopo una prima
stagione da freshman discreta, il suo
rendimento, come quello dell’intera
compagine, non è stato all’altezza della
situazione. Il passaggio obbligato per avere
una chance nell’hockey europeo (magari
entrando nell’anticamera del blu-team) si
chiama continuità, dote che, soprattutto a
livello mentale, non è innata nei portieri di
giovane età.
La difesa, dopo la drammatica scomparsa di
Darcy Robinson, sembra avere la coperta corta.
Ottimo l’acquisto di Dave McIsaac, anni di
battaglie in AHL, UHL ed una buona stagione ad
Alleghe nel suo passato, giocatore molto
fisico e dotato di uno slap in grado di far
male nelle situazioni di superiorità
numerica. Il suo carisma, unito alle qualità
difensive di Loya (sulla linea blu uno dei
migliori prospetti della National Collegiate
Athletic Association) possono garantire
solidità a tutto il reparto, il cui valore
aggiunto potrà essere rappresentato da Nick
Plastino, difensori che nella Eastern
Conference della Ontario Hockey League, per
larghi tratti, ha dettato legge: completo nel
terzo di difesa, grande pulizia nella
costruzione del gioco e capacità di andare a
referto sono la degna cornice ad un quadro che
potrebbe diventare una pedina fondamentale
dell’hockey italiano. I giovani Basso,Rossi,
Testa e Miglioranzi completano il reparto: il
ghiaccio per loro non mancherà, come non
mancheranno le motivazioni di poter vestire la
maglia con il quale sono nati, potendo così
risvegliare l’interesse dell’altopiano,
capace di riconoscersi maggiormente in una
squadra in grado di far prosperare i giovani
del proprio vivaio.
In attacco, oltre all’inossidabile Parco,
autentica bandiera e capitano della squadra,
le luci si accenderanno principalmente
sull’italo americano Damian Surma, alla sua
seconda stagione con gli stellati, e su Chris
Stanley. Entrambi possono vantare numeri di
tutto rispetto nelle rispettive esperienze
junior, numeri che hanno permesso al primo
ottime esperienze nelle minors (fino a vestire
la maglia dei Carolina Hurricanes), dove il
suo talento non ha trovato completa
consacrazione, ed al centro ex Belleville
Bulls, dopo la carriera universitaria spesa a
Dalhousie, 2 buone stagioni a Las Vegas prima
di vincere l’Oberliga tedesca con
Heilbronner.
Il cast di supporto sarà composto da Frankie
De Frenza, gran lavoratore e capace, a
dispetto di una tecnica non certo sopraffina,
di una certa concretezza nei pressi della
gabbia avversaria, Dave Borrelli e Federico
Benetti. Il nativo di Sault Ste. Marie,
firmato con il benestare di Parco, dopo
l’esperienza a Mercyhurst College ricca di
punti, ha trovato, anche a causa di problemi
fisici, molte difficoltà nella sua prima
stagione da pro in Echl, passata fra Reading,
Cincinnati e Fresno. Benetti si presenta
invece come l’enfant du pays sul quale
scommettere: velocità e tecnica sono
notevoli, ci sarà da lavorare invece sul
fisico ancora troppo minuto.
A completare il reparto, oltre agli storici
prodotti come Mosele, Rodeghiero e Roffo, ci
saranno Busa (positiva la sua esperienza a
Pontebba con Vassilyev), Gianluca Strazzabosco,
Matteo e Nicola Tessari.
Se l’ambiente avrà pazienza, viste le ovvie
e comprensibili difficoltà che si troverà ad
affrontare una squadra così giovane, il
futuro sarà ricco di soddisfazioni: il lavoro
societario e tecnico è ben impostato.
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