Campionato 1998-99

Hockey Club Junior Cortina Milano

Sportivi Ghiaccio Cortina Milano

1998-00 Presidente: Sandro Moser
Stadio: Agorà, Milano
Fondata nel: 1998
Allenatore: Ivano Zanatta
Sponsor: Saima
Campionato: 4° posto
Alpenliga: 10° posto
1998-00

Portieri
Mike Lenarduzzi #1; Gianluca Canei #33;
Timo Kauhanen #35; Pat Mazzoli #35
Difensori
Kristian Comploj #18; Jason Weinrich #7; Jan Mikel #22;
Mike Burman #24; Roni Mesikammen #44; Andrea Galeazzi #31
Attaccanti
Alexander Galchenyuk #55; Kevin Riehl #14; Kevin Hoogsteen #32;
Rod Stevens #38; David Struch #27; Giorgio De Bettin #9;
Maurizio Bortolussi #36; Craig Nienhuis #11; Dion Wandler #10;
Marco Tellarini #34; Alberto Scapinello #19;Alex Ghedina #17;
Jacopo Bernardi #26

Struch

Struch

Kevin Hoogsteen

Kevin Hoogsteen

Esultanza

Esultanza

Dopo l’anno di chiusura imposto da Quintavalle, una squadra di hockey tornava a graffiare il ghiaccio milanese. Questo grazie all’accordo raggiunto da Alvise di Canossa, presidente della Saima Avandero, con la dirigenza della S.G. Cortina. La squadra veneta infatti non avrebbe potuto iscriversi al campionato per la mancanza di un palaghiaccio al coperto. Alessandro Moser presidente del Cortina firmava così un patto che prevedeva il trasferimento del Cortina a Milano per tre anni, al termine dei quali si sarebbero formate due società, Milano e Cortina.
La squadra, affidata a coach Zanatta, poteva contare su un folto gruppo di cortinesi a cui si aggiunsero Bortolussi e gli stranieri. Impegnata su due fronti, l’Alpenliga e il campionato, la squadra riusciva a richiamare all’Agorà parte dei tifosi di un tempo: tra questi non c’era l’Armata Piranesi sostituita in curva dal gruppo Ultras Milano. Il gemellaggio tra le due squadre appariva saldo malgrado alcune incomprensioni sulle vicende riguardanti il mercato (la dirigenza cortinese voleva acquistare Iob non gradito invece dalla componente milanese).
Il team allenato da Zanatta usava l’Alpenliga per prepararsi al campionato, anche se ad inizio stagione nessun rossoblu pensava allo scudetto. Il decimo posto finale nel torneo austro-italo-sloveno era dovuto principalmente all’infortunio del portiere titolare Lenarduzzi, alla sterilità offensiva e ad un reparto arretrato contato negli uomini. Per migliorare la situazione, a torneo iniziato, la società ingaggiava il finlandese Mesikemmen e l’ex Comploj e verso la fine i canadesi Nienhuis e Rivers, il bielorusso Galchenyuk e l’italo Mazzoli.
Per l’inizio del campionato, dunque, la squadra si presentava competitiva ma presto si dovette far fronte alla defezione del neo acquisto Rivers, tornato in Canada per motivi familiari e, in seguito, a quella di Nienhuis tornato anch’esso in Canada per la moglie malata.
Malgrado queste assenze la Saima perdeva il primo posto in regular season solo all’ultima giornata, giungendo in terza posizione. Nei play-off la squadra di Zanatta superava il Fassa alla quinta partita guadagnandosi la possibilità di giocare in semifinale col Merano. I milanesi si arrendevano alla squadra in seguito campione d’Italia dopo quattro incontri..
Nell’inutile finale per il 3°-4° posto i lombardo-veneti, privi di alcuni giocatori, venivano sconfitti dal Vipiteno ma la cosa importante per questa stagione era essere tornati in serie A.