Campionato 1997-98

Hockey Club Milano 24

1995-97 from… …to 1998-00

Per il secondo anno dal 1985 i tifosi rossoblu rimasero senza squadra. Quintavalle infatti decise di ritirare (momentaneamente?) l’H.C. Milano 24 dall’attività su ghiaccio proseguendo invece l’attività in-line con ottimi risultati. Sinceramente non me la sento di attaccare il presidente per questa scelta: grandi investimenti (in certi casi su uomini sbagliati) erano stati vanificati da una federazione ridicola e da arbitraggi-contro al limite della persecuzione. La situazione inoltre era molto differente dal 1992, quando a vedere gli incontri c’erano spesso settemila persone: nel 1997 infatti la EHL a Milano si rivelò un parziale fallimento con non più di mille spettatori di media, l’Alpenliga non fece gli incassi sperati ed il campionato (durato solo 16 incontri) si era ridotto a Milano-Bolzano e Bolzano-Milano. Come pensare di proseguire dunque? Se a questo aggiungiamo poi che la maggior parte delle società si riunirono in una lega che decise con un “gentlemen agreement” di tesserare solo quattro transfer card per la stagione 1997/98 si capisce (a mio avviso) come per Quintavalle fosse impossibile pensare di allestire una squadra per misurarsi con Val Venosta, Vipiteno, Feltreghiaccio e altre squadre che da anni non vedevano la serie A. Purtroppo fallì anche il tentativo di iscriversi al campionato svizzero, unica vera speranza di vedere un hockey su ghiaccio degno di questo nome. A metà stagione tuttavia sembrò che la squadra milanese potesse essere ripescata per la fase finale del campionato: questo per merito dei buoni (o almeno non così conflittuali come lo erano stati con Seeber) rapporti instauratisi con il nuovo presidente federale Bolognini. Obbiettivamente però anche questa ipotesi era molto difficile da realizzare: come si poteva infatti costruire un team competitivo a gennaio-febbraio? Dove trovare i giocatori? Verso aprile una voce scosse l’ambiente hockeistico milanese: la Saima Avandero di Di Canossa stava cercando una soluzione per avere un team nel 1998-99 e la strada più facile da seguire fu quella di un gemellaggio col Cortina (che non aveva una pista regolamentare): i giocatori italiani più rappresentativi della squadra veneta si sarebbero trasferiti a Milano per costituire il fulcro italiano del nuovo team milanese per i successivi tre anni (poi ridotti in seguito ad uno solo).