Campionato 1995-96

Hockey Club Milano 24

Hockey Club Milano 24

1995-97 Presidente: Umberto Quintavalle
Stadio: Agorà, Milano
Fondata nel: 1995
Allenatore: Kim Gellert, Rico Rossi
Sponsor: n.d.
Campionato: 2° posto
Alpenliga: qualificazioni
1995-97

Portieri
Michael Zanier #35;Marco Allevato  #29;Angelo Libertucci #92
Difensori
Michael De Angelis #2-37;Lawrence Rucchin #21; Robert Nardella #7;
Aldo Iaquinta #77; Chris Bartolone #24; Luca De Zordo #9
Attaccanti
Vezio Sacratini #27; Anthony Iob #17; Maurizio Scudier #10;
Santino Pellegrino #33-14; Marco Pietroniro #13-61; Frank Di Muzio #19;
Joe Ferraccioli #93; Tony Fiore #14-22;John Massara #97-20;
Massimo Ansoldi #16; Harald Oberrauch #11; John Vecchiarelli #91;
Matteo Sala #23; Rico Rossi #12

Angelo Libertucci #92

Angelo Libertucci #92

Niki Scudier #10

Niki Scudier #10

Vezio Sacratini #27

Vezio Sacratini #27

Di Muzio in versione goalie

Di Muzio in versione goalie

La stagione cominciò con una grossa novità: presidente e proprietario della S.G. Milano divenne Umberto Quintavalle (già sponsor nell’anno della rinascita con il marchio Mito by Pil), il cui primo atto ufficiale fu ridare la denominazione H.C. Milano (seppur con l’aggiunta del numero 24, che stava per 1924, anno della nascita dell’hockey italiano).
Quintavalle confermò come allenatore Kim Gellert e cambiò radicalmente la squadra: ai confermati Allevato, Zanier (all’inizio solo come terzo portiere e allenatore dei goalie), Bartolone, De Zordo, Iaquinta, Ansoldi, Di Muzio, Ferraccioli, Fiore, Pietroniro, Rossi, Sala e Scudier aggiunse i neo-rossoblu Libertucci, Rucchin, Nardella, Pellegrino, Vecchiarelli (che lasciò dopo quattro partite), Oberrauch, Sacratini, Massara, Iob ed in seguito De Angelis.
La squadra appariva competitiva ma non ancora al livello di Varese e Bolzano, che la maggior parte degli esperti davano finaliste. Dopo un’Alpenliga usata per rodare la squadra e per mettere a nudo le pecche della coppia Libertucci-Allevato, con il conseguente ritorno di Mike Zanier al ruolo di portiere titolare, il Milano cominciò il campionato nel peggiore dei modi, con sconfitta ad Alleghe per 4-2.
Due settimane dopo però la squadra, nella seconda di campionato, andò a vincere a Varese: da quella partita iniziò una lunga striscia di risultati positivi (11 con nove vittorie e due pareggi) interrotta solo da un incidente: il pulman del Milano, in partenza per il match clou col Bolzano, venne “investito” da un’automobile, il cui conducente rimase gravemente ferito. Molti giocatori, sotto shock per la raccapricciante immagine dell’automobilista per metà fuori dal finestrino con gravi ferite alla testa, si rifiutarono di andare a Bolzano e Gellert, unico rappresentante della società non se la sentì di obbligarli.
Il buon Kim fu così licenziato (ma dietro a questo provvedimento qualcuno dice si nascondessero altre motivazioni prettamente tecniche) e la squadra fu affidata a Rico Rossi, all’epoca vice allenatore. Inoltre Tony Fiore lasciò momentaneamente il ghiaccio per diventare l’assistente del nuovo coach. Persa a tavolino la partita col Bolzano, iniziò un periodo non proprio esaltante sotto l’aspetto dei risultati (sconfitte casalinghe con Brunico e Gardena ed esterne con Fassa ed Asiago). In vista dei playoff la squadra si riprese parzialmente e riuscì ad arrivare seconda, a pari punti col Gardena e più uno rispetto al Varese.
I quarti di finale ci vedevano così opposti al Brunico (mentre quel che rimaneva dei Devils otteneva quattro vittorie in trentadue incontri trasferendosi a Courmayer): la sconfitta casalinga coi brunicensi per 3-1 (con un super Catenacci) mosse qualcosa nelle teste dei giocatori rossoblu che vinsero gara 2-3-4 con larghi vantaggi (9-3,7-1,8-1), portando così i milanesi in semifinale contro il Gardena: quattro partite (3-2,1-6,7-2,3-0) proiettarono il Milano in finale contro il Bolzano che, tra le polemiche, aveva ragione del Varese (1 anno di squalifica per Busillo e nove mesi per Bortolussi e, più in generale, arbitraggi così sfacciatamente a favore degli altoatesini che portarono alla chiusura del Varese come l’anno prima era successo al Courmaosta). La serie finale (con arbitri stranieri) cominciò bene con la vittoria a Bolzano per 6-3 ma proseguì nel peggiore dei modi: sconfitta casalinga per 3-2 (in seguito 0-5 a tavolino) con gol regolare di De Angelis annullato e due rigori netti non concessi che portarono alla sospensione anticipata della gara e alla squalifica di Zanier per 24 (proprio così 24) mesi, il tutto per aver spostato un linesman che gli impediva di entrare in panca. La serie proseguì con le sconfitte 5-2 del Palaonda, 8-5 del neutro di Varese e 7-3 finale di Bolzano, in cui Frank Di Muzio giocò alcuni secondi come portiere in sostituzione di Libertucci.
I dirigenti federali erano riusciti a ri-regalare lo scudetto al Bolzano dopo le imprese della stagione precedente (arbitraggi filo bolzanini contro Courmaosta e Varese e squalifiche mensili a Boni, Da Rin, McDougall, Olivo).