Campionato 2009-10

Hockey Milano Rossoblu

Hockey Milano Rossoblu

Logo Milano Rossoblu Presidente: Ico Migliore
Stadio: Agorà, Milano
Fondata nel: 2008
Coppa Italia: qualificazioni
Allenatore: Murijca Paijc
Sponsor: CMB
Campionato: A2
Logo Milano Rossoblu

Portieri
Mattia Maj #17; Paolo Della Bella #35; Federico Tesini #29
Difensori
Mitja Sotlar #71; Sergejs Louskins #4; Milos Ganz #23;
Federico Betti #21; Alessandro Re #5; Marco Raymo #22
Attaccanti
Andrea Delfino #14; Gunnar Braito #96; Edoardo Caletti #15;
Marco Giudici #25; Michael Mazzacane #27; Tommaso Migliore #91;
Benedetto Pirro #55; Gianluca Tomasello #34; Ben Kilgour #19;
Peter Wunderer #92; Vladislav Vodolazskis #72; Frank De Frenza #11

Della Bella

Della Bella

Kilgour

Kilgour

Betti

Betti

Tomasello

Tomasello

Wunderer

Wunderer

Raymo

Raymo

Migliore

Migliore

La seconda stagione agonistica del sodalizio del presidente Migliore parte sotto i migliori auspici: la presentazione alla stampa nella splendida cornice della sala executive dello Stadio di San Siro fa crescere le aspettative in casa milanese. L’obiettivo dichiarato della società è migliorare il piazzamento finale della stagione 2009-10 arrivando quindi in semifinale. L’avvicendamento sulla panchina tra Adolf Insam, il cui ruolo si sposta dietro la scrivania e Murijca Paijc sembra positivo anche per quanto concerne la pista. Malgrado ciò l’avvio di stagione dei milanesi è balbettante: nelle amichevoli preseason i rossoblu collezionano quattro sconfitte in altrettanti incontri salvo poi riprendersi con l’inizio del campionato in cui la squadra cambia pelle conquistando il quarto posto assoluto in classifica dopo le prime nove giornate, grazie a sei vittorie e sole tre sconfitte contro le principali pretendenti alla vittoria finale: Vipiteno, Merano ed Appiano. La prestigiosa amichevole casalinga con l’Ambri Piotta è il giusto epilogo di una fase tanto positiva. Siamo ad inizio novembre quando la squadra, al termine della sosta del campionato dovuta agli impegni della nazionale, vive uno dei periodi più bui della sua storia: dal 13 novembre 2009 al 3 gennaio 2010 i rossoblu collezionano ben dodici sconfitte consecutive, di cui ben dieci maturate al termine dei tempi regolamentari, che fanno di questi cinquantuno giorni da incubo la peggior striscia perdente della storia rossoblu. Le ragioni di questa “caporetto” rossoblu sono molteplici: dalle avversarie con una condizione atletica migliore, alla mancanza d’umiltà dei giovani italiani del roster e, non ultimo per importanza, la totale inadeguatezza dei lettoni Louskins e Vodolaskis.
Il periodo nero s’interrompe là dove ha inizio: nella prima partita dell’anno solare 2010, il Milano batte infatti il Caldaro per 3-1 (reti di Vodolaskis, Caletti e Wunderer) nello stesso stadio, la Raiffeisen Arena, nella quale ottiene la prima sconfitta dell’incredibile serie negativa contro l’Egna (2-1 il finale per le Oche Selvagge). Nelle rimanenti 5 partite della stagione regolare la compagine milanese coglie tre importanti successi (Torino e Vipiteno in casa, Egna in trasferta) e due sconfitte (Merano in casa e Appiano in trasferta), concludendo al sesto posto la regular season con trentuno punti, frutto di dieci vittorie e diciotto sconfitte.
Nella seconda fase del campionato, chiamata Master Round, il Milano è inserito nel girone B con Merano, Gardena e Caldaro con dote un terzo dei punti conquistati al termine della stagione regolare. L’arrivo dell’unico acquisto del mercato invernale, Gianluca Tomasello, porta nuova linfa alla squadra rossoblu che, dopo l’iniziale sconfitta di misura a Merano, batte il Caldaro in casa, cede di misura con il Gardena e compie un autentico capolavoro nel superare il Merano tra le mura amiche dell’Agorà. Le ultime due partite di questa fase si trasformano in altrettanti calvari: 7-0 a Caldaro e 5-0 a Selva di Val Gardena sono sconfitte pesanti non solo per il punteggio ma anche e soprattutto perchè vanificano il buon lavoro fatto in precedenza relegando la squadra all’ultimo posto in classifica.
Il Milano si ritrova così nuovamente accoppiato al Vipiteno, primatista del girone A, nei quarti di finale dei playoff con fattore campo chiaramente avverso. I Broncos sono avversario proibitivo per i rossoblu: nel primo incontro alla DiscoArena di Vipiteno, Kilgour e compagni faticano oltremisura a calarsi nel clima della post season cedendo di schianto 7-2 senza dare il minimo segnale di vita dopo un primo tempo deludente chiuso dai padroni di casa sul 3-0. In gara 2, i rossoblu cambiano marcia imbrigliando le fonti di gioco avversarie e con saracinesca Della Bella (miglior giocatore rossoblu della stagione) in serata di grazia, tengono il risultato inchiodato sul 1-1 fino a poco più di un minuto dal termine, allorché un missile di Kaye regala la vittoria alla compagine ospite. Gara 3 è molto simile alla partita precedente: Milano blocca le fonti di gioco avversarie non in gran serata e si porta in vantaggio con un gol di Betti in powerplay nel primo periodo. Grazie ai ripetuti miracoli del goalie rossoblu, il risultato non cambierà più fino a diaciassette secondi dalla fine: il Milano sbaglia il 2-0 a porta vuota e Bustreo gela i 50 fedelissimi rossoblu al seguito della squadra, regalando il pareggio ai padroni di casa. Il finale dell’overtime è da cardiopalma: i rossoblu sfiorano la vittoria con una conclusione di Re che si stampa sul montante a Hell battuto e sul ribaltamento di fronte è Vladimir Hartinger a regalare la vittoria ai padroni casa a tredici secondi dalla fine. Quel che il fato toglie al Milano nel finale di gara 3, lo restituisce sul finire di gara 4, quando il capitano rossoblu Kilgour pareggia le sorti dell’incontro a soli quattro secondi dal termine, saltando Hell e depositando il disco nella porta vuota. Nell’overtime il miracolo si completa: un bolide di Mitja Sotlar dalla linea blu regala la prima agognata e meritata vittoria della serie ai rossoblu che rimarrà sub-judice per la mancanza di De Frenza nel foglio partita. Il Vipiteno decide di non fare ricorso e la vittoria milanese porta la serie a gara 5. Dopo un primo tempo equilibrato, il secondo drittel della quinta partita è decisivo: il Vipiteno realizza 5 reti in poco più di 15 minuti contro le due rossoblu chiudendo, inequivocabilmente, incontro e serie qualificandosi per le semifinali.
La stagione rossoblu è terminata con troppo anticipo, non centrando l’obiettivo prefissato, colpa di una squadra che ha avuto troppi limiti caratteriali nei suoi elementi italiani e palesi lacune tecniche dai due stranieri lettoni. Ancora oggi non si è compresa l’assurda scelta societaria nel non sostituire tali elementi, che avrebbe permesso alla squadra di disputare un Master Round migliore con la possibilità di avere un avversario più abbordabile ai playoff potendo così accarezzare, forse raggiungere, l’obiettivo dichiarato che era nelle corde di questo gruppo. Come detto un anno fa: l’importante è esserci, con la speranza di un futuro Migliore di nome e di fatto.