Campionato 2008-09

Hockey Milano Rossoblu

Hockey Milano Rossoblu

Logo Milano Rossoblu Presidente: Ico Migliore
Stadio: Agorà, Milano
Fondata nel: 2008
Coppa Italia: qualificazioni
Allenatore: Adolf Insam
Sponsor: CMB
Campionato: A2
Logo Milano Rossoblu

Portieri
Mattia Maj #17; Paolo Della Bella #35; Michel Favre #17
Difensori
Alberto Lunini #6; Andrea Marchiorato #12; Mitja Sotlar #71;
Federico Betti #21;Jan Mair #40; Alessandro Re #5; Marco Raymo #22
Attaccanti
Andrea Delfino #70; Gunnar Braito #96; Ales Remar #19; Gregor Slak #11;
Marco Giudici #25; Mirko Migliavacca #24; Tommaso Migliore #91;
Thomas Mitterer #18; Stefan Palla #82; Loris Vicenzi #88;
Michael Lombardi #94; Federico Lorini #8; Edoardo Caletti #15;
Daniel Agozzino #13

Marchiorato

Marchiorato

Sotlar

Sotlar

Lombardi

Lombardi

Esultanza

Esultanza

Caletti

Caletti

I silenzi provenienti dai Vipers Milano si chiudono il 12 giugno con una serie di tre comunicati che parlano del disimpegno di Di Canossa dall’hockey su ghiaccio. Il destino del popolo rossoblu è ancora una volta appeso ad un filo e ancora una volta quello stesso popolo lotta per tenere in vita a Milano una squadra di hockey su ghiaccio. Una prima petizione on line raccoglie numerosi consensi a testimonianza dell’affetto di tanti appassionati del Milano ma non solo. Tra i tifosi c’è fermento tanto da convincere alcuni dirigenti dei Vipers (tra tutti Migliore e Terragni) ad incontrarli per fare il punto della situazione e vedere il da farsi. Si fa strada l’idea di creare una nuova formazione basata sui giovani provenienti dal vivaio dei Vipers ma i tempi sono ristretti e si profila una vera e propria corsa contro il tempo. Migliore incontra i rappresentanti del comune e dell’Agorà alla ricerca di nuovi sponsor e aiuti economici mentre parte una sottoscrizione, in questa fase solo sulla carta, per raccogliere fondi per la squadra. Di Canossa continua a sostenere il settore giovanile, l’Agorà offre il ghiaccio gratis, alcuni sponsor tra cui la CMB del patron dei Black Angels Milano Cambiaghi appoggiano la nascitura creatura di Migliore, permettendo ad una nuova società, l’Hockey Milano Rossoblu di iscriversi alla serie A2. La stagione parte con la convinzione dell’importante è esserci per cui si fa poca attenzione ai nomi dei giocatori che scendono sul ghiaccio. La squadra viene affidata alle mani di Insam e Pajic che procura un pacchetto di stranieri low cost provenienti dalla sua Slovenia. Il confermato Della Bella difende la gabbia di una formazione che piace a prescindere, il cui logo ricorda in qualche modo quello che c’era sulle divise del primo Milano della storia (si risale agli anni ’20 dello scorso secolo). A fargli da backup viene richiamato da Torino il giovane Mattia Maj. La difesa poggia le sue fortune sullo sloveno Sotlar, già nazionale in tre mondiali senior. Vengono inoltre confermati i giovani milanesi Re e Raymo oltre al bolzanino Mair. Completano il reparto Lunini e Marchiorato, provenienti dal Varese under 26 e il milanesissimo Betti, proveniente dal Pontebba a stagione iniziata. L’attacco vede il duo sloveno Remar-Slak a cui ben presto si aggiunge l’oriundo Lombardi. Il centro della prima linea diventa Edoardo Caletti, nominato anche capitano di una formazione che vede nei confermati Migliore e Lorini gli unici giocatori con esperienza di serie A nei Vipers. Da Merano arrivano poi Mitterer e Palla mentre il brissinese Braito fa la spola tra la Lombardia e l’Alto Adige per giocare con la maglia rossoblu. I giovanissimi Giudici e Migliavacca completano un reparto a cui si aggiungono nel corso della stagione Delfino, l’oriundo Agozzino oltre ai “fassani” Vicenzi e Nicolao. La stagione si apre con il turno preliminare di Coppa Italia che vede opporsi al Milano le formazioni di Varese e Real Torino. I rossoblu perdono entrambi i confronti venendo così eliminati dalla competizione. Il primo successo è però solo rimandato all’esordio all’Agorà in campionato: Caletti e compagni superano infatti il Varese in un acceso derby casalingo. L’Agorà esplode in un urlo liberatorio come ormai da anni non succedeva, il derby in fondo è sempre tale anche se si gioca in serie A2. In questa prima fase della stagione i rossoblu si levano altre piccole soddisfazioni senza mai dare segni di resa incondizionata. Quello che piace è il cuore che tutti mettono sul ghiaccio a partire dai “milanesi” fino ad arrivare a quei giocatori “costretti” a giocare quaranta minuti a partita come Sotlar. Della Bella fa la differenza quando si vince e contiene i passivi quando si perde così il Milano chiude il primo girone di andata e ritorno con altre due vittorie e quattro sconfitte da un punto maturate tra i supplementari e i rigori causa inesperienza e roster corto. La stagione continua sugli stessi ritmi nel secondo girone quando la squadra di Insam ottiene altri quattro successi (tra cui spiccano la vittoria casalinga contro la capolista Valpellice per 3-1 e il doppio successo contro il Caldaro) e due sconfitte dopo i tempi regolamentari (contro Varese e Torino). I rossoblu ottengono così i punti necessari per arrivare settimi al termine del campionato, togliendosi la soddisfazione di accedere ai playoff ma anche di vedere il Varese relegato in ultima posizione e così escluso dalla fase finale della stagione. I quarti di finale vedono la formazione di Insam opposta al forte Vipiteno già vincitore quattro volte in regular season. Perso il primo incontro 3-1, Caletti e compagni lottano in gara 2 a Milano ma vengono superati per 4-3: nell’occasione ben si disimpegna il goalie di riserva Maj, gettato nella mischia a causa delle precarie condizioni fisiche di Della Bella. Gara 3 a Vipiteno sembra chiudere la contesa con la vittoria degli alto atesini per 8-3. Orgoglio, cuore, coraggio, il non avere nulla da perdere e la classe di Caletti sono le basi del colpo di coda dei fu Vipers, o meglio del fu Saima visto che molti rivedono in questi ragazzi gli stessi pregi della formazione della rinascita 1993-94. E’ proprio capitan Edo che con una tripletta in gara 4 e il rigore decisivo in gara 5 riapre apparentemente una serie “impossibile” che si conclude amaramente con la netta sconfitta casalinga di gara 6. Lombardi saluta il pubblico milanese con una rissa d’altri tempi in cui vince il confronto con il canadese Campbell, costretto a subire per non incorrere in una squalifica in vista delle semifinali.
Cuore, grinta, coraggio: questo chiedevano i tifosi che amano il Milano, questo è quello che i giovani rossoblu sono riusciti a dare in una stagione per certi versi più entusiasmante di tante altre condite da un maggior numero di vittorie.
L’importante in fondo è esserci ancora….