Campionato 2004-05

Hockey Club Junior Milano Vipers

Hockey Club Milano Vipers

1998-00 Presidente: Alvise Di Canossa
Stadio: Agorà, Milano
Fondata nel: 1998
Coppa Italia: 1° posto
Allenatore: Adolf Insam
Sponsor: Credem
Campionato: 1° posto
Continental cup: 4°posto
Supercoppa: 2° posto
1998-00

Portieri
Magnus Eriksson #33; Mark Demetz #30; Ilario Marchetti #14
Difensori
Armin Helfer #6; Marc Savard #38; Matt Smith #44;
Riku Petteri Lehtonen #71; Tomi Kallarsson #7; Justin Peca #25;
Lauri Kinos #4; Alessandro Re #23
Attaccanti
Rob Di Maio #9; Daniel Tkaczuk #10; Niklas Sundstrom #37;
Dino Felicetti #19; Ryan Savoia #73; Craig Adams #27;
Joe Busillo #21; Mario Chitarroni #24; Leszek Laszkiewicz #81;
Jorgen Rickmo #40; Andrea Molteni #8; Matteo Molteni #18;
Sasha Meneghetti #31; Max Oberrauch #12; Jani Tuominen #11

Eriksson

Eriksson

La squadra

La squadra

Adams

Adams

Helfer

Helfer

Savoia

Savoia

La stagione 2004/05 viene presentata come quella della rivoluzione: il Milano cambia faccia perdendo molti tra i protagonisti dei successi degli anni precedenti.
Se ne vanno infatti tra gli altri Muzzatti, Beattie, Insam (con destinazione Bolzano), Uvaev (Merano), Lefebvre (Danimarca) e Tomasello (Asiago). Vengono sostituiti con un mix di giocatori canadesi e nord europei provenienti dai principali campionati continentali.
Il nuovo portiere è lo svedese Eriksson. In difesa il canadese Savard e i finnici Kallarsson e Lehtonen affiancano i confermati Helfer, Peca e Smith, mentre in attacco arrivano la ex 1° scelta NHL Tkaczuk, l’ex Cortina Rickmo, il polacco Laszkiewicz, il giovane Oberrauch proveniente dal Torino come Tuominen. Prima dell’avvio del campionato, complice lo sciopero NHL per il rinnovo contrattuale dei giocatori, arriva direttamente dagli Hurricanes di Carolina l’ala Craig Adams, seguito poco dopo dallo svedese Niklas Sundstrom da Montreal.
L’avvio ufficiale della stagione prevede il classico appuntamento con la Supercoppa Italiana persa 5-3 contro il Bolzano, non senza polemiche per l’arbitraggio dello sconosciuto Cavallaro.
Comincia poi il campionato ma le prime uscite dei Vipers lasciano perplessi con tre pareggi (Val Pusteria, Asiago e Cortina) in altrettanti incontri: la squadra manca naturalmente di amalgama ma sono soprattutto gli errori di alcuni giocatori a destare preoccupazione e rimpianti per chi se ne è andato.
Il derby vinto con Varese per 6-0 serve a caricare la squadra in vista del primo appuntamento di Continental Cup: tra il 15 e il 17 ottobre il Milano è ad Amiens, Francia per giocarsi la qualificazione al turno successivo. Dopo uno stentato pareggio con il Nottingham, la squadra di coach Insam supera agevolmente Amiens e Lubiana qualificandosi per il 2° turno.
Sullo slancio il Milano raccoglie ottime prestazioni in campionato (tra tutte un 11-1 contro il Bolzano tramutato poi dal giudice sportivo in 0-5 per incidenti extrasportivi) preparandosi per la trasferta norvegese di Continental Cup:
tra il 19 e il 21 novembre i Vipers si giocano ad Hamar il passaggio per le finali di Coppa. Eriksson salva la squadra nella giornata inaugurale contro la Torpedo permettendo ai rossoblu di chiudere l’incontro sull’insolito punteggio di 0-0. La seconda partita vede Chitarroni e compagni superare per 5-2 i padroni di casa dello Storhamar (dopo essere stati sotto 2-0) prima di chiudere vittoriosamente il girone battendo per 5-0 il Sokol Kiev (3° shut-out di Coppa per Eriksson) nell’ultimo incontro.
Una cavalcata trionfale che lascia il segno sul fisico di molti giocatori ma che porta morale e nuove vittorie.
L’11 e il 12 dicembre il Milano è di scena al Palaonda di Bolzano per la Coppa Italia. Dopo il successo inaugurale nella gara contro il Cortina (6-3) i rossoblu affrontano i padroni di casa nella riedizione della finale dell’anno precedente: questa volta il 3-1 finale premia i Vipers che si aggiudicano l’importante trofeo nazionale.
In vista delle finali di Continental Cup arriva un altro NHLer, Rob Di Maio, che si aggiunge a Savoia e Kinos arrivati prima del secondo turno. Così tra il 7 e il 9 di gennaio il popolo rossoblu si trasferisce a Szekesfehervar, Ungheria, per vivere un nuovo capitolo storico dell’hockey milanese: i Vipers affrontano gli slovacchi dello Zvolen, i mostri sacri della Dinamo Mosca e i padroni di casa dell’Alba Volan. Tre partite in tre giorni con altrettante sconfitte che lasciano un pò di amaro in bocca (mancato successo con gli ungheresi) ma anche l’euforia per un quasi miracolo avendo di fatto tenuto testa ai russi. Proprio contro la Dinamo il Milano fa infatti la partita della vita riuscendo a tenere il punteggio in bilico fino a 5 minuti dalla fine.
Il ritorno in Italia vede la squadra sempre più convinta dei propri mezzi: un filotto di sette vittorie e 1 pareggio consente ai Vipers di vincere la stagione regolare e di qualificarsi ai playoff con il vantaggio del fattore campo.
Le pratiche Val Pusteria e Bolzano vengono risolte con due rotondi 4-0 con altri due shut-out realizzati da Eriksson nei quarti. Dall’altra parte del tabellone il Cortina fatica con il Renon salvo poi superare l’Asiago in soli cinque incontri seppur tiratissimi.
La finale vede quindi opposte le prime due formazioni della regular season: i pronostici danno il Milano favorito anche e soprattutto per la profondità del roster. In realtà la scelta di Insam di ruotare solo tre linee annulla o quasi quello che sembrava essere un fattore decisivo per la serie.
Gara 1 giocata all’Agorà vede il Milano vincere ai rigori per 2-1 grazie soprattutto ad Adams, autore del gol del pareggio al termine della prima serie, e a Savoia autore del gol decisivo. Come al solito dall’altra parte Gravel è autore di una prestazione di grande livello con 50 parate sui 51 tiri subiti. In gara 2 il Cortina pareggia la serie con un 2-1 frutto di una partita giocata con cuore e grinta. Si torna quindi a Milano per gara 3 e i Vipers avanti 5-3 al termine del secondo periodo vengono rimontati da Cullen e compagni: ci vuole quindi uno splendido gol, realizzato dal difensore Savard dopo pochi secondi di overtime, a consegnare gara 3 ai milanesi. Cortina viene quindi invasa dai tifosi milanesi per gara 4: ma ancora una volta le vipere si fanno rimontare 2 gol e sono costrette ad arrendersi ad una rete di Da Corte a pochi minuti dal termine del tempo supplementare. Ci vuole gara 5 per sbloccare la serie: il Milano vince nettamente 5-2 dando finalmente l’impressione di essere superiore alla squadra avversaria. Lo scudetto è nell’aria tanto che giovedi 31 marzo Cortina è nuovamente invasa dai supporters rossoblu. Il Milano passa anche in vantaggio ma un terzo tempo giocato sottotono consente alla formazione ampezzana di ribaltare il punteggio e arrivare a gara 7, prima volta nella storia dell’hockey italiano.
Il Milano parte bene e passa in vantaggio con Di Maio. Cullen nel secondo periodo trascina i suoi al pareggio con una giocata da campione che manda in rete Strom. La svolta dell’incontro avviene poco dopo quando Laszkiewicz realizza con la complicità di Gravel il gol del nuovo vantaggio milanese, seguito poco dopo dalla marcatura del 3-1 realizzata da mister playoff Di Maio. La rete di Sundstrom a meno di due minuti dal termine fissa il punteggio sul 4-1 finale: il Milano è campione d’Italia per la quarta volta consecutiva.