Campionato 2000-01

Hockey Club Junior Milano Vipers

Hockey Club Milano Vipers

1998-00 Presidente: Alvise Di Canossa
Stadio: Agorà, Milano
Fondata nel: 1998
Coppa Italia: 2° posto
Allenatore: Adolf Insam
Sponsor: Saima
Campionato: 2° posto
Continental cup: 1° turno
1998-00

Portieri
Fabrice Lhenry #30; Gianluca Canei #33
Difensori
Justin Peca #25; Leo VandenThillart #3; Leo Insam #5;
Viatcheslav Uvaev #21; Tito Meneghetti #16;
Travis Thiessen #47; Stefano Branzanti #9; Alessandro Rotolo #4;
Roberto Pra Floriani #12; Alessandro Pagetti #81
Attaccanti
Bob Lachance #10; Jimmy Provencher #22; Maurizio Bortolussi #80;
Gianluca Tomasello #34; Stefan Zisser #2; Matteo Molteni #18;
Jari Torkki #31; Andrea Molteni #8; Sasha Meneghetti #7; Daniel Paur #27;
Massimo Stevanoni #11; Alex Ghedina #17; Scott Turco #19

Curva


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Fabrice Lhenry #30

Fabrice Lhenry #30

Jari Torkki #13

Jari Torkki #13

Bob Lachance #10

Bob Lachance #10

Il Milano torna in Italia scottato dall’esperienza del torneo Italo-Francese. Per fare questo ottiene preziose garanzie dalla FISG e dagli altri team: pianificazione triennale, cinque transfer card schierabili in pista con la formula 4 giocatori di movimento più un eventuale goalie comunitario, coinvolgimento dei media etc.
Partendo da una squadra quasi priva di giocatori italiani non sembra facile allestire una formazione competitiva tuttavia Di Canossa e Migliore mettono a segno il colpo della stagione ingaggiando l’ex coach azzurro Adolf Insam. L’allenatore gardenese, in virtù dei suoi trascorsi di responsabile unico delle rappresentative juniores azzurre conosce meglio di chiunque altro i giovani giocatori di scuola italiana.
Dopo le prime preziose conferme (Bortolussi, Canei, Peca, Van den Thillart e Torkki) il Milano mette a segno i primi colpi di mercato: Lhenry, portiere della nazionale francese, gli azzurri Insam e Zisser, il gardenese Paur, gli ex ValPellice Branzanti, Tomasello e Stevanoni. Per completare il roster a fine mercato le vipere (nuovo nickname adottato dalla compagine milanese) acquisiscono in prestito gli zoldani Tito e Sasha Meneghetti e Pra Floriani mentre dopo un lungo tira e molla arrivano sulle rive dei navigli i comaschi Pagetti, Rotolo e i gemelli Molteni. Solo in avvio di stagione Migliore, grazie all’ex Chipperfield porta in Italia gli USA Lachance e Turco mentre Thiessen, Provencher e Uvaev si aggregano a campionato iniziato.
La squadra parte tra l’entusiasmo generale: i giovani mettono il cuore sul ghiaccio, i vecchi insegnano il mestiere ai meno esperti mentre coach Insam predica gli schemi che hanno fatto la sua fortuna (e quella del Blue Team) nelle stagioni precedenti. In ottobre le Vipere ospitano un girone di continental cup: sconfiggono il Villach, fanno soffrire il “gigante” Lugano e pareggiano contro gli ucraini del Sokol Kiev.
Si grida al miracolo ma Bortolussi e company si ripetono da li a poco in coppa Italia dove escono sconfitti solo al termine di una combattutissima finale con l’Asiago. Il capitano Bortolussi è il leader di una squadra che vede in Lachance un grande giocatore capace di far impazzire il pubblico con giocate sensazionali, in Tomasello un puntuale realizzatore, in Torkki il maestro, in Peca il guerriero sempre pronto a buttarsi nella mischia e nei giovani la vera sorpresa del campionato (Tomasello, i fratelli Molteni, Canei arrivano ad essere convocati in nazionale).
Le vipere rimangono nelle posizioni alte della classifica, occupano anche la prima posizione, soffrono e lottano in ogni incontro uscendo sempre tra gli applausi dei suo sostenitori. Si arriva al master round dove le prime quattro squadre del campionato si contendono le posizioni per la griglia play off. Il Milano arriva alle spalle di Asiago e Bolzano ma davanti al Vipiteno.
Le vipere affrontano nei quarti l’Alleghe passando il turno in quattro incontri e preparandosi alla sfida “storica” contro il Bolzano: persa gara uno le giovani vipere fanno quello che nessuno si aspetta. Vincono in casa, vanno a vincere 6-3 al Palaonda prima di chiudere la pratica all’Agorà davanti ad un pubblico letteralmente impazzito: E’ FINALE!!!
L’Asiago, nettamente favorito dai pronostici si gioca le possibilità di vincere il suo primo scudetto. E’ battaglia: perse gara 1 e 2 (1-3, 2-3) il Milano va a vincere all’Odegar per 2-1 dopo i rigori (quello decisivo segnato da Maurizio “Moe” Bortolussi) e si porta in vantaggio con Sasha Meneghetti in gara quattro. Il pareggio dell’Asiago a dieci minuti dalla fine della partita è una doccia fredda che si conclude con il rigore decisivo segnato dall’ex Alex Galchenyuk.
Per l’Asiago è scudetto ma per il Milano è festa grande… la squadra c’è, il pubblico anche… il futuro è assicurato!!!