Archivio ottobre, 2016

Saltando nel tempo

Cupolo - Covo - Gellert: gli angeli dalla faccia pulita

E’ l’estate del 1978 quando il presidente dei Diavoli Mino Pastorelli, cercando di rendere competitiva la formazione, compone una prima linea offensiva di grande livello mettendo sotto contratto il trio Covo, Cupolo, Gellert. La loro linea si distingue subito per prolificità e spettacolarità: quando sul ghiaccio del Piranesi ci sono loro per gli avversari sono dolori, tanto che i tre ottengono un’inaspettata visibilità sui magazine settimanali della Gazzetta dello Sport con articoli dedicati alla linea degli “angeli dalla faccia pulita”. Pastorelli gongola, rinnova loro il contratto, ma in seguito all’ennesimo cambio di rotta della federazione in materia di transfer card, decide di interrompere la propria avventura nel mondo dell’hockey. Una sola stagione sportiva, curiosamente, ci da modo di parlare di oltre ottanta anni di storia hockeystica milanese, legando fra loro le gesta sportive e non dei padri e dei figli di questi giocatori. Leggi >>

Milano in crescita

Milano in crescita nella gare contro Merano e Pergine.

Merano-Milano 3-4 so (1-0; 2-3; 0-0; 0-0; 0-1)

A Merano i rossoblu giocano una buona partita contro i campioni in carica: come col Caldaro, la gara finisce ai rigori ma anche in questo caso  i milanesi avrebbero oggettivamente meritato i tre punti pieni, se solo avessero avuto maggior cattiveria e precisione in fase di finalizzazione e avessero limitato le penalità inutili. Due falli in attacco costano infatti due gol al Milano subiti in inferiorità numerica: l’1-0 di Gruber che chiude il primo drittel e il 3-3 di Lo Presti che fissa il punteggio nel secondo.

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Storia: il Palazzo del Ghiaccio

Il Palaghiaccio nel 1924

Al momento della sua inaugurazione il Palazzo del Ghiaccio non è solo il primo impianto coperto italiano ma è anche e soprattutto uno dei principali vanti dell’ingegneria italiana nel post prima guerra mondiale. Per la sua progettazione Marco Innocente Mangili studia le strutture preesistenti nelle principali capitali europee mettendo a frutto queste conoscenze, con gli ingegneri Sandro Carnelli, Carlo Banfi ed Ettore Redaelli, nella realizzazione di una struttura innovativa e moderna, elegante e armonica, un impianto costruito in soli otto mesi per dare vita a quello che il 28 dicembre 1923 è la più grande pista di pattinaggio su ghiaccio coperta d’Europa. Leggi >>